mercoledì 4 febbraio 2015

Isadora Duncan: Studi per sei movimenti danzati

Trovo per caso questi versi a pagina 98 del libro "Il danzatore attore - da Noverre a Pina Bausch" di Concetta Lo Iacono.
In attesa della neve che forse non arriverà in città ma fa sentire il suo odore, trovo questo scritto di Edward Gordon Graig  potente e luminoso, che ci regala qualche impressione in più sulla danza di fine '800 primi del '900. Oggi la danza contemporanea cerca spesso di evidenziare il lato oscuro dell'umano, il disagio, le paure, lasciando spesso il suo pubblico stomacato, amareggiato, affaticato dalla visione dello spettacolo. A tanti non piace la danza dei giorni nostri poiché è "inquietante". Questi versi sembrano anticipare quello che sarebbe successo più di cento anni dopo.

Isadora Duncan: Studi per sei movimenti danzati

Molto chiasso e profonda inquietudine
Dolore e disarmonia
E' questa la fine del tutto?
Questa la verità del tutto?
E' così certo che questa vita
Consiste solo di tanti nonsensi?
Non è molto più vero che questa vita
E' esattamente l'opposto,
Calmo riposo e armonia,
ritmo, la verità più certa-
E che l'espressione di tutto ciò è l'Arte?
Sono dunque il male e l'orrore, 
la vera immagine della forza?
Deve l'inquietudine essere il simbolo della vita-
Deve una chiassosa e penosa oscurità spargersi
Sull'incantesimo delle cose-
Se queste sono domande, io non faccio domande
Perché non ho alcun dubbio-
Vedo la quiete e la bellezza, la forza e la dolcessa
Avvicinarsi in maniera perfetta-
Tutto cede il passo allo spirito,
Niente può impedirlo-
Tre righe o trecento
Danno la stessa immagine
Un tono o un insieme di toni
La stessa melodia
Un passo o cento passi
Creano la stessa danza.
Qualcosa deposta
Come una testimonianza
Qualcosa detto sul tema divino
Che è semplice e solo semplice da comprendere
Il tema che inizia
"Sono felice..."
e finisce con
"Che bello"
Questo è ciò che lei danza-
Non ha mai conosciuto ancora l'oscuro o insofferente dolore-
C'è sempre il sole intorno a lei-
Anche le piccole ombre scompaiono
E si dileguano al suo passo-
Questa è la vera forza-
Lei si leva dalla Grande Stirpe-
Dai Grandi Compagni-
Dalla discendenza dei Sovrani, che
Sostengono in mondo e lo fanno muovere,
Dai Giganti Coraggiosi,
Dai Custodi della Bellezza-
Dai Risolutori di Enigmi.

(Traduzione ita Ione Kerr Ciccioli)


Isadora Duncan (1877-1927) 

martedì 3 febbraio 2015

Ballerina ecologica // Impro Desert Dance Routine

Qualcuno che mi conosce da parecchio tempo lo saprà già. Fin dalla mia infanzia ho sempre dichiarato di voler danzare nella vita. Ho iniziato a parlare molto presto, dimostrando amore per le parole difficili, quelle lunghe che pronunciano i grandi, che ti fanno sentire importante. Parole belle, da intellettuali, di cui non conoscevo il significato... ma avendo già (probabilmente) un debole per la comicità e provare un gran gusto nel far ridere le persone avevo capito che usarle FUNZIONAVA!
Così ho iniziato a dire che da grande io avrei fatto "la ballerina ecologica". I miei genitori mi hanno spesso immaginata vestita di bianco danzare selvaggia tra gli alberi e le colline, come la nostra Isadora. Ridevano, immaginandomi tipo dea greca danzare mossa dalle emozioni dettate dal vento.
Ragionando da più grande, forse quell'<<ecologica>> significava <<ambientale>> una "outdoor dancer". Conquistare gli spazi aperti e diventare parte di essi mi riempie di gioia, no, forse non è gioia. Mi sazia. Io difficilmente riesco a descrivere i sentimenti a partire dal cuore, di solito la parola felicità la traduco con parole legate all'istinto: fame, pienezza, masticazione e ingestione. Mangiare lo spazio e farlo diventare parte di me.
Nella vita non ho mai visto spazi tanto vasti come in Africa, l'Africa quella che sta bene, che vive di natura e di turismo, forse quella comoda ma estremamente bella, appagante, devastante, che ti prende il cuore e lo stropiccia. Quella che non fa nulla per attrarti perché bastano i suoi colori e il suo vento per dirti che sei a casa, che tutto l'uomo arriva da lì, anche tu.
In uno scenario inimmaginabile, che visto in foto non renderà mai. Mai. Non potevo perdere l'occasione di danzare. E' una danza semplice, che mi vede in una forma non del tutto splendente, dopo 2000 e più km in Overland fatto di strade sterrate e sedili scomodi e una sveglia alle 4 per fare la colazione nel deserto.
Sicura che avrei potuto fare meglio, conservo però un ricordo di pienezza, di luce e di terra, che probabilmente non potrò più rivivere se non attraverso questo video.
Viaggiare è l'ispirazione più grande.