lunedì 7 agosto 2017

Diari di viaggio - la danza come esperienza di libertà

Dopo anni di esperienze e ricerca insieme ho chiesto agli allievi del corso di Teatrodanza di scrivere qualche riga di riflessione su come la danza li ha accolti, trasformati e stupiti nel loro cammino.
E' con grande meraviglia che mi rendo conto che il seme della danza è in grado di germogliare nelle persone più diverse, con età diverse e aspettative differenti che ad un certo punto iniziano a convergere verso un obiettivo comune: la condivisione e la libertà.

Al laboratorio non ci sono regole rigide, non ci sono posture da seguire nè colli del piede perfetti, c'è solo il fluire del corpo, del movimento e del contatto. Niente schemi, solo un lasciare fluire. Meraviglioso. - Federica

La danza associata a un cervello, che se ne distacca per esprimere cosa vogliono le nostre giunture e i nostri sensi... Questo è per me il riassunto delle lezioni di Valeria.
Lo studio che lei mette dietro ai nostri gesti non appesantisce di mera teoria ma anzi colora le sperimentazioni più varie che scopriamo di storia, esperienze, muscoli, ossa, tendini, danza e percezioni di sé. - Miriam B.

Ho trovato la danza per caso mentre cercavo qualcosa da fare e non sapevo cosa aspettarmi. Ho iniziato da zero e ho scoperto questo nuovo mondo dove impariamo ad usare i nostri corpi e allo stesso tempo cresciamo come gruppo creando dei legami che vanno al di la della sala da danza - Joana

Mi sono vista ormai vecchia e guardando corpi giovani volteggiare pensavo che mai avrei creato una immagine danzante di me. Incredibilmente come un pensiero che diventa realtà, un giorno "mi sono vista" danzare, non come un corpo goffo e impacciato ma eterea sognatrice di storie disegnate dalla mia Maestra che, nonostante la giovane età, ha saputo trasformare un vecchio bruco in una giovane farfalla - Silvia

Credo che siano quasi 5 anni e ho iniziato perché avevo tempo.
Mettermi in gioco mi attrae sempre e fin dalla prima sera abbiamo parlato di Pina, mi ha mandato riflessioni e abbiamo iniziato a percorrere una strada insieme. Ci sono stati ciliegi che fiorivano a canone, poi le risonanze: ogni tentativo portava sconfitte ma anche speranza perchè ci si può ascoltare, ridere insieme, muoversi insieme. Insieme vuol dire molte cose. Abbiamo anche iniziato a lavorare sulla cura dell'altro. E intanto il corpo si trasforma, dovrà pure invecchiare prima o poi e certi limiti diventano evidenti (il relevè, buon Dio!).
E da tutto questo scaturisce l'allegria di vedere dove si andrà a finire e il cuore è pieno di gratitudine per aver ricevuto tanto. - Marina

Grazie alla mia Maestra sto lavorando e conoscendo un nuovo lato di me che la danza non mi aveva ancora fatto scoprire. - Miriam L.

E dopo anni ed anni di danza finalmente ho capito come lasciare andare il mio corpo alla fluidità del suono, magicamente con pochi e semplici esempi figurativi Valeria è riuscita a farmi comprendere come muovere ogni parte del mio corpo senza individualismo motorio ma in un insieme che porta fuori l'anima. Luisa

Un nuovo linguaggio, è questa per me la danza, l'espressione con il corpo di sensazioni, pensieri ed istinti, un modo nuovo di comunicare, accogliere dentro di sé i gesti altrui. Creare connessioni tra le proiezioni dei miei movimenti e chi è pronto a recepirli ed accoglierli. Martina


Francesca Alberico Photography

Francesca Alberico Photography

Francesca Alberico Photography

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                               Photo credits: Francesca Alberico Photography