martedì 29 novembre 2011

Aurelio Caminati - Pittore e ceramista in mostra ad Albisola Superiore dal 17 dicembre

Aurelio.
Seduto nel Laboratorio di Marco Tortarolo, contornato da pennelli e ciotole di ogni colore, il maestro Caminati lavora con la sapienza di una vita. Le poche frasi che a sprazzi pronuncia sono dure. Imbarazzanti. Sintesi estrema dell’amarezza di chi non accetta i naturali limiti fisici dovuti al tempo che scorre.
Questi mesi di lavoro, tanto positivi per coloro che hanno avuto la fortuna di frequentare il Laboratorio mentre il maestro dipingeva, sono stati contrassegnati da giornate no e altre si.
In quei preziosi momenti, che ho tentato di fissare nella memoria e nel tempo con numerosi scatti fotografici, le dita afferravano il pennello con commovente scioltezza. Il polso era morbido e i tratti, leggeri come una danza, nel tempo di un respiro si trasformavano da macchie casuali in donne sinuose, figure mitologiche, animali fantastici.  
La dolorosa consapevolezza di “non essere più l'artista di un tempo”, quello che la lucida mente di Aurelio vorrebbe ancora all'opera in preda ad una febbre geniale, lo rende estremamente severo con se stesso e dimentico di essere uno di quei pittori che hanno avuto la fortuna di attraversare, con successo, i più importanti decenni artistici del XX secolo.
Le ceramiche in mostra raccolgono gli sforzi creativi di un artista sempre nuovo, oggi nel suo ultimo tempo, come ieri nel vigore degli anni. Per questa ragione, a mio parere, le odierne opere di Aurelio non vanno interpretate come “semplici” pezzi d'arte, ma come creazioni uniche, ricche di un intrinseco valore aggiunto perché cariche della tormentata poesia dei suoi sofferti 87 anni.
Il risultato è un'esplosione di vitalità in un’alternanza di segni leggeri e tratti decisi; colori timidi e tenui; altri carichi di passione. La passione, mai sopita, di un vero artista del nostro tempo. 



Aurelio Caminati è nato a Genova nel 1924. Pittore e ceramista di personalità eclettica
ha svolto un’intensa attività espositiva con numerose mostre personali e collettive sia in
Italia, sia all’Estero. Nella sua lunga carriera ha partecipato a manifestazioni nazionali
ed internazionali (fra le altre, VII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma; XXVIII Biennale
Internazionale d’Arte di Milano; Salon de Mai al Musè d’Art Moderne di Parigi; X Biennale
Internazionale d’Arte di Mentone; I Biennale d’Arte di Genova; Pittori Genovesi a Berlino; Mostra Internazionale di Obra Grafica a Bilbao; “Genova il Novecento” a Genova e Buenos
Aires”). Dal 1975 al 1981 ha eseguito numerose “trascrizioni animate”. Nel 1989 ha vinto
il concorso per due affreschi del nuovo Teatro Comunale dell’Opera di Genova.

 

 

Post a cura di Alessandra Zacco

venerdì 25 novembre 2011

Alex Raso: quando il disegno diventa evento

Musicista, grafico, libraio e agitatore culturale è principalmente un artista. 
Il disordine della sua casa rispecchia esattamente la multidisciplinarità della sua arte: fogli, colori; sotto i libri troviamo plettri e tra cd bozze di grafiche e locandine. Ci si fa spazio nel suo laboratorio creativo, spostando tutto da una parte o dall'altra ma senza che le cose abbiano realmente un proprio posto. Ci si aspetta di trovare riposta nel frigorifero qualche idea da conservare.
Surreale e irriverente i suoi “giochi di parole tridimensionali” (che non riserva solo per dare un nome alle sue opere come “America lattina”) con conseguente spostamento di significato, riguardano la maggior parte delle sue battute e sorrisi con gli amici.
Le opere che mi hanno maggiormente affascinata sono quelle realizzate grazie ad una tecnica particolare con inchiostro e lamette da barba. Sceglie di raffigurare volti scolpiti, quasi desiderasse partire dai segni del tempo, dalle rughe e dalle espressioni che raccontano vite intere dedicate a qualcosa, qualcuno, un'idea, un sogno. Raso non cerca la bellezza ma si innamora del senso, o del doppio senso come in "Gaza dolce Gaza".
Ma perchè parlare di un artista visivo in un blog di arti performative? 
Raso è uno dei migliori sostenitori di Controrilievi, amico e collaboratore. Il suo pensiero lo distingue nel credere che il disegno non possa fermarsi alla superficie piana, ma debba trasformarsi in un evento creativo, in un "accadimento" del "qui ed ora" esattamente come la musica, come la danza e le arti performative.
Come sempre, tipico della sua poliedricità artistica, Alex Raso vi stupirà con nuove creazioni ed eventi culturali dedicati alla "sua" Savona.















Fb: Alexrasofactory

lunedì 21 novembre 2011

La quiete del sipario chiuso

Una breve avventura alla fine dello spettacolo "Il teatro comico" di Goldoni, messo in scena dalla compagnia teatrale I Guitti.
Nel silenzio tipico del teatro, come un raccoglimento dopo un rituale, posso ancora sentire la scia delle persone che il palco lo hanno abitato.
I miei passi si muovono sulle assi di legno, con l'accortezza e la curiosità di chi sta violando un giardino segreto.
La quiete del "dopo" non ha eguali. 





Foto scattate presso Antico Teatro Sacco - Savona

sabato 19 novembre 2011

Documentario "Dancing Dreams - Sui passi di Pina Bausch"


Oltre al film-documentario uscito recentemente in Italia (con spaventosi mesi di ritardo rispetto alle tempistiche europee) "Pina" firmato da Wim Wenders, consiglio la visione di "Dancing Dreams - Sui passi di Pina Bausch" a tutti coloro che nel loro vissuto si sono imbattuti nella potenza della coreografa tedesca e ne sono rimasti affascinati.
"Dancing Dreams" è un documentario che riporta l'esperienza di 40 studenti dai 14 ai 18 anni che, sotto la direzione di Jo-Ann Endicott e Bénédicte Billie e la supervisione di Bausch, sono chiamati a mettere in scena una delle tre versioni dello spettacolo "Kontakthof". Si tratta di un'esperienza espressiva e corporea nuova, dove gli viene chiesto principalmente di "essere se stessi".
Durante la sua vita di coreografa Pina Bausch ha aperto nuove strade e modalità espressive: le tematiche affrontate ci mostrano la drammaticità della condizione umana e la complicata relazione uomo-donna. Con Kotakthof, tratta "di vita quotidiana, di amore e tenerezza, di ripulse, delusioni, sconfitte. Racconta, con i corpi, desideri, sogni, timori, emozioni, in una trama fitta, tutta da guardare, poco raccontabile, esile e densa come la vita." Per questo motivo si è prestato più di tutte le altre opere ad essere proposto in 3 versioni:
Con Tanztheater Wuppertal (la compagnia di Pina Bausch).
Con signore e signori sopra i 65 anni.
Con teenager dai 14 anni.
Vediamo in "Dancing Dreams" le prove teatrali di questa ultima versione, che ha riscosso molti successi e grande commozione. Trovo incredibilmente affascinante osservare questi (fortunatissimi) giovani impegnati in un percorso di ricerca e crescita personale, con l'ingenuità e la curiosità di chi si trova per la prima volta a ricercare se stesso in una dimensione espressiva e coreografica.

mercoledì 16 novembre 2011

Performance del "qui ed ora"

Una delle prime figure che si spinse a parlare di "performing arts" fu Jerzy Grotowski (1933-1999) grande maestro eretico e riformatore del teatro del Novecento.
Rientrano nell'ampia gamma di arti performative tutte quelle discipline legate all'accadimento, al "qui ed ora" tipico dello spettacolo dal vivo, di cui l'epicentro è il corpo. Corpi di danzatori, attori, performer, si mettono a servizio di una narrazione sempre più diversificata e in interazione tra le varie arti. Gli orizzonti e le tipologie di preformance sono molte e offrono un'ampia possibilità espressiva, dando l'occasione allo spettatore di immergersi in immaginari sempre diversi, permettendo la compartecipazione di due o più forme d'arte.

Il Blog "Controrilievi" si pone come obiettivo quello di districarsi nel mondo delle nuove frontiere performative offrendo un servizio di diffusione-approfondimento di realtà grandi e piccole che a parere dei blogger sono degne di nota.

Photo: v. @ "Van Gogh e il viaggio di Gauguin" Museum - Genova